

Produzione: It. 2014
Genere: Documentario
Durata: 68'
Regia: Andrea Paco Mariani, Angelica Gentilini
Soggetto: Andrea Paco Mariani, Angelica Gentilini
Sceneggiatura: -
Produttore: SMK Videofactory
Fotografia: Zied Zouaghi
Suono: Vasco Fondra, Viktor Bošnjak
Scenografia: -
Costumi: -
Trucco: -
Effetti: Nicola Zambelli, Isabella Urru
Montaggio: Andrea Paco Mariani, Angelica Gentilini, Isabella Urru
Musiche: Claudio Cadei, Luca Figliuoli
Cast: Francesco Bruno (voice off)
Premi:
-
|
Trama:
“Il volto sporco dell'energia pulita”. In un'epoca in cui si lotta contro il monopolio del petrolio sulle energie
rinnovabili per dar vita a quella possibilità di sviluppo con conseguenze geopolitiche, sanitarie ed
economiche in un Paese come l'Italia, liberandolo da quel vincolo che da decenni lo stringe in una morsa
poco chiara, si vengono a formare anomalie all'apparenza contrastanti che sono degne di nota.
In questo “Green Lies” di Andrea Paco Mariani e Angelica Gentilini porta alla luce esempi da nord a sud
dello stivale che rivelano alla popolazione sfruttamenti illeciti e inappropriati dell'energia pulita.
Recensione:
Nell'appennino bolognese sorge un'inchiesta da parte di un gruppo autoctono per la difesa del paesaggio
contro lo sviluppo di energia eolica. Questo non solo per salvaguardare l'ambiente, ma per il semplice fatto
che la zona è franosa e intervenendo su quel territorio per costruire, oltre che le pale, i condotti che
portano l'energia, si intaccherà la stabilità dell'area. Inoltre i problemi si presentano anche sotto l'aspetto sonoro, infatti gli ultrasuoni emessi arrivano fino a 11 km (non si sentono, ma ci sono), senza contare il fatto che l'energia che questi impianti riescono a riprodurre non è sicura: non essendo una zona sottoposta a forti venti non ci sarebbe nemmeno la velocità minima per far partire le pale impedendo il normale funzionamento del parco eolico.
Un territorio manipolato dall'interesse che sta nei certificati verdi che un'azienda come l'Enel riuscirebbe a ricavare con questo progetto.
In Toscana il fuoco si sposta sull'energia geotermica, dove una centrale che la produce emana contemporaneamente in un sistema contraddittorio gas come mercurio, arsenico e anidride carbonica. Questo perché non ci sono i giusti controlli e monitoraggi, con i quali si eviterebbe di inquinare la falda acquifera, la cui acqua arriva a circa 700 mila persone sparse nel territorio e che rischia di contenere un alto tasso di arsenico superiore ai parametri prestabiliti a causa dei gas termici che possono risalire maggiormente aumentando il livello d'inquinamento. Non abbiamo quindi solo lo sfruttamento del campo geotermico, ma anche un'alta percentuale di mortalità che continua a crescere a causa di patologie collegate all'arsenico come il tumore.
A monte del disastro c'è ancora una volta l'Enel che in questo ha tutte le autorizzazioni, scappando ai controlli, fregandosene di rispettare le norme previste.
La puglia fu la prima, tra le regioni italiane, a optare per le energie rinnovabili e ad avviare progetti, un primato che però non ha portato benefici. Un territorio che fu letteralmente invaso da pannelli solari che sostituirono i campi coltivabili in un'agricoltura già sulla strada della crisi, considerando che ciò comportò la produzione massiccia di un'energia che non era funzionale al numero ridotto dei cittadini. Le troppe autorizzazioni non controllate hanno dato vita a una manipolazione di un modello corretto di diffusione dell'energia. Un processo che per una pura speculazione non ha tenuto conto di produrre energia in rapporto con le vere necessità del territorio.
In questa cortina di fumo però le soluzioni ci sono, ma ancora una volta l'Enel rende l'evoluzione più complicata non solo nel sistema di produzione delle tecnologie ma sopratutto in quelle di diffusione delle reti, questo perché sussistono interessi nelle fonti fossili (metano, petrolio).
La cultura cambia, il cittadino non è più un consumatore ma può essere ancor prima un produttore di energia prodotta per esempio col sole, non pagando in modo costrittivo qualcun altro, abbattendo così l'oligopolio del sistema.
Film disponibile direttamente su:
GREEN LIES






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