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Produzione: It. 2014

Genere: Documentario
Durata: 68'

Regia: Daniele Gaglianone, Cristina Monti, Paolo Rapalino

Produttore: Associazione Almaterra, Babydoc Film e Zenit Arti

 Audiovisive

Fotografia: Paolo Rapalino

Suono: -

Effetti: -

Montaggio: Cristina Monti

Musiche: Fabio Viana

Cast: -

 

 

Premi:

 

-

 

 

Trama:

A Saluggia (VC), è conservata la maggior parte delle scorie prodotte dalla stagione nucleare italiana.

Un’area più volte alluvionata, a ridosso del fiume Po e attraversata dalla falda che alimenta il più grande

acquedotto del Piemonte. In caso di incidente verrebbero messe a rischio le risorse idriche dell’intera

Pianura Padana.

 

 

Recensione: 

Saluggia è la zona più altamente radioattiva d'Italia. Questo perché nel 1959 sono iniziati i lavori di

costruzione dell'impianto Eurex con lo scopo di produrre energia nucleare. Grazie alle immagini prese

dell'Archivio Nazionale del Cinema d'Impresa (CSC) si può tornare indietro nel tempo, negli anni in cui il

nucleare veniva visto come una risorsa energetica e una possibilità per nuovi posti di lavoro.

La corsa al progresso però ha comportato più danni che ricchezze: infatti sono le testimonianze di uomini e donne che ci hanno lavorato nel corso dei decenni a spezzare il silenzio che lo Stato e la borghesia aveva mantenuto per i propri interessi a discapito del proletariato. Esperimenti, poca conoscenza del rischio da parte dei lavoratori, inquinamento di animali, ambiente e uomo. Decine di morti provocate da tumori anche in seguito alla chiusura della centrale. Non è forse un caso che Saluggia abbia cause ed effetti simili a tutti i più grossi centri inquinati d'Italia, dove sono presenti complessi chimici o industriali come Taranto, Marghera o la Basilicata.

La vita dell'uomo non dev'essere il prezzo del progresso. Per questo per ben due volte la maggioranza italiana è stata contro il ritorno del nucleare.

Oggi le persone che lavorano vicino al deposito conoscono il rischio, ma il resto della popolazione non conosce le conseguenze e le sorti di quel luogo dove i residui radioattivi che per il momento vengono impacchettati poco a poco, mandati in Francia e dopo 15 anni rispediti nel luogo d'origine, tutto questo tramite dei treni che passano nelle stazioni frequentate dai cittadini del Piemonte.

La zona quindi rimane altamente a rischio inquinamento a causa dei residui radioattivi e la paura maggiore è causata dalla presenza di un fiume nelle vicinanze: se le scorie finiscono nella Doria è un problema perché questa è collegata col Po il quale attraversa l'intera Pianura Padana.

Oltre i danni ci sono anche le beffe: la Sorin, nata come Società Ricerche Impianti Nucleari, nel tempo è diventata un'eccellenza nel campo della diagnostica, dei radiofarmaci, dei dispositivi medici impiantabili.

 

 

LINK UTILI

 

Sito ufficiale del film

 

Film disponibile direttamente su:

LA' SUTA

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