top of page

LA PRIMA CRISI

All'inizio del 1900 nacquero i primi film su misura per i diversi spettatori di allora che si dividevano in intellettuali, ragazzi, proletariato, borghesia e nobili, e da subito si nota che il pubblico preferisce essere più passivo che attivo, ma la passività, al contrario di oggi, non significava un differente, se non mal interpretato inferiore livello di comunicazione.

 

Si erano formati anche modi di fare cinema: quello alto, quello medio e quello basso-comico. Il primo puntava ai nobili e agli intellettuali, si investivano molti soldi, erano a carattere storico e utilizzavano un registro alto. Il secondo era incentrato sui drammi borghesi, ai feuilleton, alle opere di derivazione naturalistica e al melodramma ed era rivolto alla borghesia. L'ultimo comportava non solo una povertà di denaro negli investimenti ma anche una povertà dei mezzi, puntava al popolo analfabeta, agli ultimi e trattava il genere comico.

 

Nel 1909 il cinema italiano subì una piccola crisi. I prodotti non vendevano più al pubblico, le pellicole costavano e quelle vergini si compravano solo da produttori esteri, nelle sale erano rimasti solo progetti e non più le solide programmazioni di prima, le tematiche erano diventate insufficienti in quanto la società nostrana e il cinema fuori dai confini stavano cambiando, in più si erano aggiunte le proteste della Chiesa che vedeva il cinema come un mezzo pericoloso per le masse e così i film a soggetto si erano ridotti al semplice moralismo, in più la potenza di mercato statunitense si era rafforzata.

Redazione

Manifesto 0, 2012

Collaborazioni: 

Se anche tu vuoi collaborare con Manifesto 0 o chiedere la pubblicazione di un qualsiasi contenuto inerente scrivici a Emme0Mzero@gmail.com

Tag più frequenti: 

© 2012 - 2017 by Manifesto Ø

bottom of page