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Là qui là - Vite Disperse

Produzione: It. 2011

Genere: Documentario
Durata: 36
'

Regia: Moira Della Fiore, Ivana Trevisani

Soggetto: Moira Della Fiore, Ivana Trevisani

Sceneggiatura: Moira Della Fiore, Ivana Trevisani

Produttore: Intermed Onlus

Fotografia: -
Scenografia: -

Costumi: -
Trucco: -

Effetti: -

Montaggio: Moira Della Fiore

Musiche: -

Cast: -

 

Premi:

 

-

 

 

Trama:

Le donne aquilane raccontano, in prima persona, le condizioni di vita del quotidiano nel dopo-terremoto,

dal trauma della repentina evaquazione, al dramma della diaspora del dopo-campo, che ancora

quotidianamente continua e si consuma nel silenzio mediatico.

 

 

Recensione: 

Il tempo dello sguardo a volte sembra protrarsi per un lungo periodo e certe cose di ieri appaiono ancor

oggi di un'attualità impressionante. Un fatto che si è potuto constatare spesso anche nell'ambiente

cinematografico con pellicole del passato e del presente come nel caso recente del documentario

“Là qui là – Vite Disperse” di Moira Della Fiore e Ivana Trevisani realizzato nel 2011 che tratta la realtà

aquilana post terremoto. Si parlava all'epoca di disgregazione sociale, di persone che strappate dalla propria casa a seguito della calamità naturale sono state piazzate prima lungo la costa negli alberghi o nelle tendopoli e poi trapiantati in questi sterili dormitori chiamati new town fatte di progetti C.A.S.E. e MAP. Sono passati anni è la ricostruzione avanza lentamente e i problemi della comunità sono gli stessi di tre anni fa: mancano i centri di aggregazione per giovani e anziani, mentre molta gente non è tornata nella propria abitazione e giace ancora nei moduli provvisori sparsi fuori città continuando a vivere nel disagio provocato da questo isolamento innaturale.

Il dramma raccontato da sole donne che per quaranta minuti testimoniano come senza una visione collettiva non si possa rimettere in piedi un luogo. Ci vuole unità e partecipazione e lo dimostrano col scendere in piazza, spalando le macerie, costruendo in autonomia villaggi come “Eva” con i muri delle case fatti con la paglia, formando centri di aggregazione auto gestiti come Casematte. Si fa sentire la propria voce esponendo le problematiche di cui il governo non si cura di risolvere: la protezione civile che dovrebbe fare prevenzione pensa a costruire palazzi ecocompatibili distruggendo l'equilibrio naturale del territorio. Le persone hanno bisogno di parlare, di uscire insieme, ma oltre al centro commerciale non vi sono bar dove vedersi. Per anni il centro storico, uno dei più grandi d'Italia, è rimasto chiuso e diviso in Zone Rosse sorvegliate dai militari. Una solitudine che divora l'anima e accresce i traumi subiti, “una diaspora” come rivela una delle donne “che sembra non avere mai fine”.

Film disponibile direttamente su:

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