

Produzione: It. 2014
Genere: Documentario
Durata: 76'
Regia: Nicola Zambelli, Fabio Ferrero
Soggetto: Nicola Zambelli, Fabio Ferrero
Sceneggiatura: Andrea Paco Mariani
Produttore: SMK Videofactory
Fotografia: Nicola Zambelli, Fabio Ferrero
Suono: Vasco Fondra
Scenografia: -
Costumi: -
Trucco: -
Effetti: -
Montaggio: Nicola Zambelli, Fabio Ferrero
Musiche: Luca Figliuoli, Malafemmina
Cast: -
Premi:
-
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Trama:
Nel mondo del commercio il modello “7 giorni su 7 – 24 ore su 24” si è definitivamente affermato in seguito
alla liberalizzazione totale degli orari di apertura dei negozi introdotta con il decreto “Salva Italia”.
I nuovi contratti di lavoro non prevedono piu’ la distinzione tra giorni lavorativi e festivi e, alterando
l’equilibrio tra tempo di vita e di lavoro, impongono ritmi sempre più frenetici.
Recensione:
Le vite nei centri commerciali, i nuovi “non luoghi” in cui le persone non vanno solo per fare delle compere,
ma anche per passare il loro tempo libero. Edifici sempre più grandi che contengono sempre più persone
e punti di riferimento per diverse attività, ma allo svago sociale si aggiunge chi, meno divertito e assorto, ci
lavora durante la settimana e anche nei week end. Un problema attuale che riguarda tutti quei dipendenti
che la domenica vorrebbero godersela insieme alla famiglia o in relax a casa o in viaggio, ma sono
impossibilitati dalle regole ferree dei loro datori di lavoro. Lavorare durante le feste e i fine settimana non
solo impedisce di guardare alla propria famiglia o di dedicarsi alle proprie faccende di casa e a hobby
personali, ma ha una vera e propria influenza sui rapporti personali.
Non solo studi antropologici, ma vere e proprie testimonianze di persone che lavorano nei centri commerciali che mandano avanti il racconto di “Vite al Centro”. Nei mega-centri non si è obbligati a comprare, una merce vale l'altra, e spesso non si hanno quei rapporti personali con i fornitori che danno più fiducia nei prodotti che si vendono. Cose che invece avvengono con i piccoli commercianti che però hanno paura di correre il rischio del fallimento a causa della merce che costa meno nei grossi centri delle città italiane, dove uscire (e non comprare) diventa una distrazione per bambini, ragazzi, adulti e anziani. La paura e il dubbio scorre anche nelle menti dei lavoratori che non hanno contratti sicuri, anche se per legge hanno determinati diritti: in un tempo come questo, dove la precarietà diventa uno strumento di manipolazione del ricatto e del controllo della risorsa umana, si fa perno proprio su queste condizioni lavorative in un certo senso estreme, in cui si sta alle condizioni o non si ha il posto di lavoro. Con orari assurdi, chiusure e aperture straordinarie, non si vedono più le altre persone che grazie al loro lavoro riescono ad avere una vita normale di socializzazione. Il centro commerciale è per molti versi una comodità che concentra più spese in un luogo, ma col passare degli anni diventa sempre più un mero luogo di aggregazione per qualcuno e di isolamento sociale per altri.
Film disponibile direttamente su:
VITE AL CENTRO






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