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Francesca Bertini

Francesca Bertini pseudonimo dell'attrice italiana del cinema muto Elena Seracini Vitiello nasce a Firenze il 5 gennaio 1892.

 

Inizia da giovane la sua carriera di attrice teatrale con alcune commedie napoletane scritte da Edoardo Scarpetta, il quale decise il suo nome d'arte, e debutta al cinema con ruoli secondari in diversi film del cinema muto girando Francia, Spagna e Italia, finché all'età di ventun anni si trasferì fissa a Roma dove interpretò il suo primo ruolo da protagonista nel film HISTOIRE D'UN PIERROT. Due anni più tardi arrivò il successo internazionale con il ruolo di Assunta Spina nel film omonimo dove però l'attrice non si limitò solo a dare una dimostrazione recitativa ma prese parte anche alla regia, non a caso Gustavo Serena la ricorda così:

 

E chi poteva fermarla? La Bertini era così esaltata dal fatto di interpretare la parte di Assunta Spina, che era diventata un vulcano di idee, di iniziative, di suggerimenti. In perfetto dialetto napoletano, organizzava, comandava, spostava le comparse, il punto di vista, l'angolazione della macchina da presa; e se non era convinta di una certa scena, pretendeva di rifarla secondo le sue vedute.

 

Grazie a questo film e ai successivi dove interpretò grandi personaggi femminili letterari e teatrali gli diede modo di essere classificata come prima diva cinematografica, infatti fu proprio lei che con il suo modo di recitare e di imporsi diede via a quel fenomeno poi classificato da Gabriele D'Annunzio che fu il divismo italiano.

Successivamente gli vennero fatte diverse proposte allettanti da tutta Italia, alcune arrivarono anche dalla sfavillante Hollywood ma la maggior parte delle volte rifiutò a causa del suo comportamento altezzoso, ma ciò non scalfì l'economia delle sue tasche o l'importanza del suo nome dato che nella sua, se pur breve carriera, riuscì a interpretare più di cento film.

 

Il suo ultimo film fu all'epoca del sonoro ma come capitò con altri grandi attori del cinema muto la recitazione stonava.
Negli anni '60-'70 fu ospite in alcuni programmi televisivi in cui rievocava con nostalgia i tempi d'oro del cinema muto dove lei era la protagonista, ricordando buffamente Norma Desmond del film VIALE DEL TRAMONTO “Io sono ancora grande: è il cinema che è diventato piccolo”. Questo fu uno dei motivi che spinsero Bernardo Bertolucci a chiamarla in un cameo nel film NOVECENTO nei panni della suora.
Nel 1969 la Bertini fece uscire una sua autobiografia intitolata “Il resto non conta”.
Nell'82, tre anni prima della sua morte gli fu dedicato un documentario diretto da Gianfranco Mingozzi: L'ULTIMA DIVA, muore infatti a Roma il 13 ottobre 1985.

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