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La TV era estremamente interessante e per richiamare il pubblico nelle sale bisognava shockare. La cosa funzionò anche se qualche anno dopo, capito il gioco, la TV partirà in contrattacco e farà sua questa nuova formula, non solo con i telegiornali ma anche con programmi che parlano della cronaca nera e delle vittime, dei programmi come "Il grande fratello" e "L'isola dei famosi" dove si predilige l'estremo e l'esotico, una realtà data in pasto agli spettatori affamati senza censure e restrizioni, il Mondo Movie è il Mondo TV: piace, soddisfa, intriga, interessa. 

 

Più volte i film horror italiani sfociarono nel gore e nello

splatter, ricchi di sfumature da pulp fumettistico. Un

film ormai divenuto cult per le lunghe scene di sesso e

le molte scene di violenza è LA BESTIA UCCIDE A

SANGUE FREDDO (Fernando Di Leo, 1971) nel quale

tutto sommato si ha un'introspezione psicologica dei

personaggi femminili ed è forse l'unico caso in cui il

regista pone una certa attenzione alla fotografia e alla

sceneggiatura anche se a livello narrativo si possono

notare diversi legami con lo stile di Dario Argento. Altri

due esempi validi dello splatter gore italiano furono ...E

TU VIVRAI NEL TERRORE! L'ALDILA' (Lucio Fulci, 1981)

estremo, provocatorio, scioccante, tremendamente

gore, visionario, assoluto capolavoro del genere italiano, cult movie dello splatter arricchito da suggestivi effetti curati da Giannetto De Rossi e il film d'esordio di Mario Bava LA MASCHERA DEL DEMONIO (1960) il miglior horror gotico mai girato in Italia nel quale il regista rende una semplice leggenda popolare russa un qualcosa di sublime con vampiri, streghe e forze demoniache. E' un film entrato negli annali cinematografici, grazie all'uso geniale della monocromia che rende ogni immagine del film tremendamente paurosa e suggestiva, inserendo dettagli spaventosi che prendono nel profondo, dove narrativamente vengono inserite morti improvvise, passaggi segreti e maledizioni di famiglia. Tutto ciò già anticipato dal prologo che apre il film con un'esecuzione divinamente grottesca.

 

Il boom del filone cannibal arrivò con il film IL PAESE DEL SESSO SELVAGGIO (Umberto Lenzi, 1972) che trattava di storie ambientate in posti esotici ma che avevano come cattivi i cannibali autoctoni. Il film era nato come un film d'avventura ma subì l'influenza dei Mondo Movie e così al genere si unirono elementi documentaristici. Alcune scene della pellicola vennero utilizzate anche nel seguente MANGIATI VIVI! (Umberto Lenzi, 1980) ancora più pregno di cannibalismo. Altri due film di Lenzi da ricordare sono LA MONTAGNA DEL DIO CANNIBALE (1978) che raggiunge il successo grazie alle tematiche trattate riconducibili alla gimnofagia e alla vorarefilia e l'indimenticabile CANNIBAL FEROX (1981) uno di quei film dalle scene talmente crude che non si scorda facilmente come quella dell'evirazione, dello scoperchiamento del cranio e delle mammelle appese a degli uncini, che probabilmente s'ispira all'antecedente CANNIBAL HOLOCAUST

(Ruggero Deodato, 1980), il film più censurato nella storia del cinema mondiale. Ruggero Deodato diede un importante contributo anche con l'antecedente ULTIMO MONDO CANNIABALE (1977) le cui violenze furono molto più realistiche di tanti altri film dell'epoca: fu il primo a mostrare in modo esplicito molte scene di cannibalismo dato che il film iniziatore di Lenzi ne mostrava soltanto una. Anche EMANUELLE E GLI ULTIMI CANNIBALI (Joe D'Amato, 1977) incarna e unisce fortemente gli elementi erotici a quelli cannibali. Cult del genere fu ANTROPOPHAGUS (Joe D'Amato, 1980) dove la mancanza di mezzi mette in evidenza la passione e differentemente dagli altri film è l'unico a non essere girato in un posto esotico, ma bensì venne ambientato in Grecia. Il film subì forti censure, come del resto capitò ad altri film del filone, a causa della scena del feto. Marino Girolami dopo il successo del filone cannibal e quello zombie decise di unire i due filoni: nacque così ZOMBI HOLOCAUST (1979), mentre Antonio Margheriti prese gli elementi del cannibal e li mescolò con quelli dell'exploitation in APOCALYPSE DOMANI (1980) la cui inquadratura in cui si vede il poliziotto attraverso il buco nel torace provocato da uno sparo di un fucile è divenuta un vero e proprio cult dell'immaginario collettivo.

 

Il cinema d'exploitation, lo snuff, l'eccesso, i film-inchiesta educativo-scientifici sulla sessualità,

i reportage su alcuni tra i più drammatici eventi dell'età contemporanea subentrano per la

prima volta nel cinema italiano o forse fu il cinema italiano stesso ad averlo creato. Un tipo di

cinema spesso criticato ma che tra i suoi toni estremi ha saputo raccontare società, culture e

la stessa natura umana. Il filone dei Mondo Movie nacque con il documentario capolavoro

MONDO CANE (Gualtiero Jacopetti, 1962), ma ben presto con la nascita dei sottogeneri come

lo snuff, il cannibalismo, lo schockumentary, divennero in un certo senso commerciali, si cercò

di dare quella sensazione allo spettatore che nella realtà si sarebbe verificata difficilmente,

una possibilità in cui si poteva assaporare la violenza, la morte, l'orrore, la crudeltà. Un cinema

senza pretese, o meglio, l'unica pretesa era lo scandalo, colpire nella profondità delle anime e

delle menti degli spettatori, un cinema libero di trasgredire. Erano film che rientravano nei 

B-movie e che quindi andavano a toccare un determinato pubblico abituato alla trasgressione

e all'eccesso che la tv aveva: con questi film ritrovò al cinema la stessa soddisfazione che

trovava davanti al televisore. 

 

Il filone dei Mondo Movies sviluppato da Jacopetti e da Franco Prosperi trovò radici già all'epoca dei cinegiornali e dei documentari di guerra. Al loro

capolavoro seguiranno MONDO CANE 2 (1963) e ADDIO AFRICA (1966). Ad affiancare i Maestri indiscussi del filone ci sono i fratelli Castiglioni i cui film sono improntati su ciò che l'Africa ha da mostrare, la coppia Climati-Morra (ULTIME GRIDA DALLA SAVANA, 1975), Giuseppe Maria Scotese (CANNIBALI DOMANI, 1983 che racconta della vita drammatica di alcune tribù e alcune comunità emarginate), Luigi Vanzi, Roberto Bianchi Montero, Claudio Racca. L'Ultimo Mondo Movie girato in modo classico e conosciuto è MARASMA MILANO (Giovanni Bufalini, 2001). In questo genere ad affiancare gli autori furono sicuramente i compositori di assoluta importanza con le loro colonne sonore come Riz Ortolani, Nino Oliviero ed Ennio Morricone

 

Il filone anche se trovò un suo personale sviluppo non poté rifiutare il fatto che in qualche modo per sentirsi realizzato doveva prima diventare parassita di altri genere come l'horror e l'erotico. Il filone ebbe uno sviluppo incalzante anche grazie alla società in cui nacque, un'Italia in preda all'affermazione sessuale femminile, una società che stava cambiando, una società con sempre meno moralità.

 

 

 

Redazione

Manifesto 0, 2012

 

SPLATTER, CANNIBAL E MONDO MOVIE

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